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STORYBOARD & PREVIS / STUDIO NOTE

Prima del frame, il ritmo della storia.

Dal racconto allo storyboard: scegliere cosa mostrare.

Marianne — Storyboard and shot design

Uno storyboard è una sequenza di decisioni. Dove si trova la camera? Cosa conosce il pubblico? Quale gesto cambia il senso della scena? Nel visual development documentario, queste domande definiscono il rapporto tra personaggio, spazio e atmosfera.

Inizio dai beat e dal movimento dello sguardo. I thumbnail permettono di testare chiarezza e ritmo senza farsi distrarre dal dettaglio. Le reference di personaggi e oggetti aiutano a mantenere la continuità tra i pannelli.

Le immagini più rifinite arrivano dopo. L’esplorazione AI può suggerire luce e mood, ma la logica dell’inquadratura e il punto di vista appartengono alla regia visiva.

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CONCEPT ART / STUDIO NOTE

Quando un oggetto diventa racconto.

La grammatica visiva dell’amuleto di Eclipse.

Eclipse — Amulet visual bible

Un prop importante ha bisogno di una logica. Non basta che sia bello: deve essere riconoscibile, appartenere al mondo e comunicare il suo stato. Nell’amuleto di Eclipse, la relazione tra oscurità e luce è il punto di partenza.

Le varianti costruiscono una progressione visiva: dormienza, eco, risonanza, intensità. Forma e materiale restano ancoraggi stabili mentre la luce porta l’informazione narrativa.

La scheda di riferimento collega le singole immagini e rende il design ripetibile. In un film, un cartoon o un gioco, è questa continuità che permette a un oggetto di diventare parte della storia.

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CHARACTER DESIGN / STUDIO NOTE

Un volto non basta: progettare un’identità.

Marie e la coerenza tra espressioni, abiti e contesti.

Marie — Expression sheet

Un personaggio non coincide con una singola immagine riuscita. Deve poter cambiare espressione, voltarsi e attraversare scene diverse rimanendo sé stesso. Per Marie, i punti fermi sono il volto, le trecce, le proporzioni e una silhouette leggibile.

La character sheet è uno strumento di confronto. Ogni variante viene letta accanto alle altre: il costume può cambiare, ma geometria del viso, età percepita e gesto devono essere compatibili. Qui l’esperienza nel disegno permette di riconoscere piccoli scarti che diventerebbero grandi in una sequenza.

L’AI aiuta a cercare possibilità; la direzione artistica costruisce il criterio per sceglierle. Turnaround ed expression sheet diventano la memoria condivisa del personaggio.

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